Un camp, una palestra nuova, un Sabato diverso
Questo giorno si racconta in modo diverso dagli altri.
Nicholas e Christian hanno organizzato un camp di due giorni Sabato e Domenica mattina e pomeriggio di allenamenti intensivi.
La location è la nuova palestra di Nicholas: un capannone immenso, altissimo, con un potenziale che si sente appena si entra. Non posso che togliermi il cappello davanti a questo passo.
È uno spazio pieno di potenziale tutto da vivere e personalizzare.
Come avevo anticipato nel giorno precedente, Daniele Patierno sale da Napoli per prepararsi a un incontro che si terrà a Glasgow, in Scozia.
Io avrò l’onore di seguire il team. Non solo gli allenamenti anche l’incontro, il pubblico, l’adrenalina. Tutto quello che fino ad ora ho solo immaginato.
Sono molto gasato. Ed è riduttivo.
Il respiro prima dei colpi
La mattina ci sono solo Nicholas, Daniele e Christian.
La sessione inizia con la respirazione diaframmatica. Musica rilassante in sottofondo. Di botto sembra di essere entrati in una lezione di yoga, o in qualche disciplina orientale. Tutto ruota attorno al respiro, visualizzazione, canalizzazione dell’energia. Christian accompagna i ragazzi eseguendo ogni esercizio con loro.
Non dirige da fuori: è dentro, con loro.
Ad un certo punto sono tentato di fare anch’io gli esercizi. Poi mi ricordo perché sono lì, e rimango al mio posto.
Subito dopo, si torna al lavoro. Nicholas e Daniele salgono sul ring montato al centro della palestra e iniziano a scambiarsi i colpi.
Il ring mi aiuta. Avere uno spazio delimitato dalle corde mi dà un riferimento: so dove posso avvicinarmi senza dare fastidio, senza rischiare di essere travolto. Mi permette di stare dentro la scena senza invaderla.
La danza
Lo scambio tra loro è costante e intenso. Ci sono momenti in cui l’aria diventa sottile e sento di essere entrato nel ring con loro, anche se sono fuori.
Si alternano colpi leggeri e di precisione a momenti in cui sembrano danzare. Un abbraccio intenso, quasi fermo. Tenersi e respingersi. Forza bruta che diventa movimento lento, quasi coreografato.
È questo che cattura la mia attenzione. Quella danza.
La prima parte della giornata finisce con una simmetria precisa: oggi Nicholas ha fatto da compagno a Daniele viceversa Daniele a Nicholas. Un’alternanza che ha qualcosa di bello, di rispettoso.
Una piadina e qualche verità
Nicholas scappa via per pranzo. Io rimango con Daniele e Christian. Si mangia una piadina al volo lì vicino e si chiacchiera.
È in questi momenti di pausa che escono le cose più vere.
Daniele mi racconta dei valori fondamentali di queste discipline. La costanza, la dedizione, l’impegno. Sul ring non si va a dimostrare niente se non se stessi si va a raccogliere quello che si è seminato prima, per mesi. Si lavora in silenzio per quei cinque, dieci minuti di combattimento. Se non sei più che determinato, mentalmente solido, non ci arrivi. E se ci arrivi impreparato, scendi subito orizzontale.
Daniele insegna boxe a Napoli. Ha un passato lungo alle spalle e lavora anche con i ragazzi giovani. Non insegna solo la tecnica: insegna i valori. Il rispetto dell’avversario. L’attesa. Il non volere tutto subito. La fatica di guadagnarsi quei cinque minuti di gloria.
Dietro la maglietta di Daniele c’è scritto: Mentalità Vichinga. E capisco.
Una mentalità che antepone la preparazione alla vittoria, il percorso al risultato. I vichinghi non diventavano guerrieri per combattere: combattevano perché erano diventati guerrieri. È esattamente quello che Daniele sta cercando di trasmettere a quei ragazzi.
Lo ascolto e penso che c’è qualcosa di universale in quello che dice. Non serve salire su un ring per riconoscerlo.
Il Presidente
Ore 15:00 si riprende. Arrivano anche gli altri ragazzi per il Camp.
Arriva anche Carlo il Presidente del team. Si occupa di fissare gli incontri, di creare le condizioni giuste perché tutto vada come deve andare. È lui il mio punto di contatto con questo mondo. È grazie a lui che sono qui.
Io e Carlo abbiamo condiviso avventure in passato, quando suonavo con la sua band di Psychobilly, gli Snakes. Una delle esperienze più assurde e divertenti della mia vita in campo musicale. Palchi, furgoni, disagio a pallettoni e risate.
In Scozia ci sarà anche lui. È la seconda volta che andiamo a Glasgow insieme: la prima per suonare, questa per l’incontro di Daniele. Sono felice che la vita ci dia questa altra occasione.
La danza, di nuovo
Gli allenamenti pomeridiani riprendono con lo sparring. Io mi godo un po’ di tempo con Carlo, ci aggiorniamo sulle nostre vite.
Poi Nicholas e Daniele tornano nel ring, e quella danza che avevo visto la mattina ricomincia.
La guardo di nuovo, e mi colpisce di nuovo.
Carlo e Christian la osservano da lontano con l’aria di chi l’ha vista mille volte per loro è routine. Io sono ancora il neofita che la vede per la prima volta e non riesce a smettere di guardarla.
DAY 4 - La fine
Il pomeriggio dura meno della mattina. Daniele ha il treno per Napoli, quindi si chiude prima del solito.
Poi si cazzeggia un po’. L’atmosfera si allenta, i ragazzi ridono, si raccontano storie di incontri assurdi le botte prese, le botte date, gli episodi che col tempo diventano leggenda.
Glasgow
È tempo di andare.
Mi porto dentro questa giornata e aspetto. Tra un paio di settimane si vola in Scozia, e lì le cose si faranno sul serio.
Avrò due storie da seguire in parallelo. Quella di Nicholas spettatore dell’incontro di Daniele, ma immerso in un ambiente e in un’atmosfera che sarà per lui un workshop intensivo su come funziona questo sport fuori dall’Italia. E quella di Daniele, che metterà se stesso sul ring davanti a un pubblico vero.
Non vedo l’ora.


















le foto cominciano a trovare la loro forma. ;)
Bravo Oliver, bellissimo racconto , molto coinvolgente. Foto top, come sempre 😉